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Le parole di un socio PDF Stampa E-mail
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Scritto da Consiglio Direttivo   
venerd́ 02 dicembre 2005
Abbiamo pensato di spiegare ai nostri visitatori in cosa consiste la nostra associazione, la ragione del nome ed i perchè...
lo facciamo in modo informale attraverso le parole, che trovate qui di seguito, di un nostro associato:
"Spiegare il perchè del nome di un'associazione a chi qua dentro ci entra magari per caso, è cosa dovuta....

...E' cosa dovuta, anche se un po' ti costa, tirare fuori e scrivere quello che porti dentro da tempo. Il vuoto, si parla sempre di vuoto quando una persona cara non c'è più. Trascinato da una malattia incurabile, che ancora una volta l'ha avuta vinta, su di un ragazzo di trentunanni. Forte, testardo e cocciuto, che fino all'ultimo ci ha creduto e noi con lui.
Jean, Gianluca, è nato a Torino il 24 luglio del 1972 e qui c'è cresciuto, tra risa, scherzi, cazzotti e dolcezze, come tutti noi. Con il pallino della storia, della sua città, della sua famiglia. A scuola certo, non sarà stato sempre il primo, nè ci teneva.
Ma la vita, come lui, non conosco persona che sia stata in grado di guardarla in faccia così. Con serenità e forza, senza mai mollare. Neanche quando sulle braccia sentiva quelle maledette palline, proprio sul più bello di una serata in discoteca. O quando si sentiva proprio bene, in gran forza, pronto per sostenere l'incontro con il dottore che puntualmente gli diceva che qualcosa di nuovo c'era. E non erano mai notizie belle. Eppure, quando tornava a casa da cicli devastanti di veleno sparato per ore e per giorni nelle vene in così tanti punti del corpo che anche quelle, le vene non ne potevano più e si nascondevano sotto la sua pelle bianca, eppure, dicevo, quel flebile filo di voce che gli rimaneva, era tutto dedicato a noi, per farci stare tranquilli, per rassicurarci.
Una parola, una frase. Mamma, ti voglio bene. Dite agli altri che sono forte. E che ce la far?. Non preoccuparti. Io vado in battaglia e tornerò vincitore.
Se questa sua battaglia la portiamo avanti oggi, certo non è la stessa cosa, ma ? quello in cui crediamo. Perchè magari c'è qualcuno che come Jean sta soffrendo oggi e si sente solo, perchè magari cerca informazioni sulla malattia o su centri specializzati. Perchè, solamente, vuole trovare conforto. Vuole sentirsi compreso, nel suo dolore, nella sofferenza e nella lotta. Perchè è giusto sapere che qualcuno c'è passato e che questo qualcuno ti dice che non bisogna mai smettere di lottare.
Cocciuto. Per me Jean, più di tutti, era cocciuto. Che significa determinato e testone. Ed è anche in questo che oggi ci teniamo tutti molto a essere un po' come lui, determinati e testoni, con l'idea di istituire un'associazione quando già mille ne esistono. Eppure lo vogliamo fare perchè ci crediamo e perchè tanti altri amici lo vogliono fare con noi."

Il Colo

Ultimo aggiornamento ( marted́ 14 novembre 2006 )